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Memorie ludiche:
il gioco ed i giocattoli nella memoria degli adulti

Edo ci racconta che: IL TIRO ALLA FUNE...tiro alla fune in caserma ingrandimento
FOTO: Tiro alla fune caserma Santa Marta 1913 - archivio famiglia Rita Marchi - giochi tradizionali antichi.
...La caserma ora è diventata proprietà e "campus in costruzione" dell'Università di Verona.
Un commento: alcuni giochi hanno avuto una vita strana: dalla strada alla vita di caserma, dalla caserma alle manifestazioni olimpiche, da queste di nuovo sulla strada. Il gioco tradizionale del "tirar la fune" ha fatto questo percorso senza scomparire, e nei nostri tempi moderni esso riappare nelle sagre paesane e nelle attività di animazione.

Renzo: la mia moneleria più grande accadde giocando con LA CERBOTTANA
Ricordo quella volta che, munito di cerbottana ad una canna ed alcuni "pirulini" fatti con carta di giornale, aspettavo i miei bersagli mobili osservandoli dall'alto del terrazzo dove a quel tempo abitavo, al secondo piano di via Beltrami.
Una volta ho colpito un uomo che passava lì di sotto in bicicletta.
Lui si è prontamente destato e, guardando a destra e sinistra, cercava chi aveva sparato il pirulino.
Ma fortunatamente non mi ha scoperto. Infatti mi ero nascosto dietro la tenda da sole che copriva i due metri quadrati di terrazzo, in quelle calde ed assolate giornate d'estate in vacanza.
In quel momento, sul terrazzo è apparsa anche mia mamma, portando con sè i panni lavati e da stendere. Lei capì immediatamente la situazione, ma fece finta di niente... in poche parole coprì la mia marachella.
Ma quando quell'uomo si fu allontanato, mia mamma mi gridò forte, ed anche mi allungò uno scappellotto.
Per fare i "pirulini" usavo la saliva, ma non la spalmavo con la lingua. Quest'operazione la facevo con le dita.
Anche a quel tempo avevo un forte senso delle misure igieniche ed anti-inquinanti - l'inchiostro non è uno scherzo!
Alcune volte usavo il nastro isolante trasparente, ma non ne ero proprio convinto...e poi ci si metteva troppo tempo. Con la saliva tutto era più pratico, soprattutto quando si facevano le battaglie con gli amici e bisognava essere svelti nel procurarsi le "munizioni".cerbottana a tripla canna
Le cerbottane, ce le facevamo utilizzando stecche-tubi di plastica zigrinata: perfette erano quelle prese nei negozi degli animali - esse sono a tutt'oggi parte delle gabbie degli uccelli, ed i volatili vi ci appoggiano le zampe.
Quel tipo di tubo era vario nei colori e di piccola in sezione. Attorno vi ci si avviluppava una palla di stucco e poi se ne prendevano pezzettini per fare i pallini da sparare con il soffio.
Questo tipo di gioco ci veniva a costare un poco, e ci spendavamo tutta la nostra paghetta settimanale.
Oppure vi si infilavano e sparavano le bacche rosse, quelle raccolte dai cespugli di rovi.
In particolare, mi ricordo di un cespuglio che faceva ad angolo in un incrocio con via Beltrami. Ci si nascondeva li dietro e si aspettava che passasse qualcuno delle banda avversaria. Che battaglie ragazzi!
Parola di monello

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